5 agosto 2016

Disastro aereo evitato per un pelo a Orio al Serio




Disastro aereo evitato per un pelo a Orio al Serio




Questa notte un aereo cargo   in fase di atterraggio  non ha fatto in tempo a fermarsi ed è finito sulla strada provinciale che corre ai lati dell’aeroporto.

Probabilmente la pista è troppo corta  per dei cargo airbus   di dimensioni così elevate,  e se andava bene per degli aerei  cargo  di media grandezza, per i  bolidi  di grosse dimensioni è ormai inadatta.

Proprio per l'atterraggio e il decollo di aerei di grandi  dimensioni  è stato costruito dai bresciani a Montichiari un aeroporto lontano dai centri abitati   con una pista lunghissima sulla quale far atterrare gli aerei cargo.

Pensiamo solo per un  istante a quanto sarebbe  potuto succedere a Orio se l’incidente fosse avvenuto,anziché di notte,  in pieno pomeriggio, magari  negli orari del rientro  dal lavoro, su quella strada provinciale  trafficatissima.
 Adesso   saremmo qui  probabilmente  a parlare di decine feriti se non di  morti perché,   alla vista dell’aereo che non si fermava   gli automobilisti avrebbero iniziato a frenare, a sbandare  a tamponarsi ,e a lasciarsi invadere dal panico.

Invece per fortuna l'incidente è avvenuto quasi alle quattro del mattino, e in  genere i bergamaschi a quell'ora se ne stanno ancora a nanna in attesa di  muoversi alle prime luci dell’alba per una nuova giornata lavorativa.

Ma  poi,  che ci faceva un aereo cargo  in fase di atterraggio di notte?

Non  risulta forse anche a voi che  l’aeroporto di Orio  deve, per  disposizioni di legge,   essere chiuso al traffico da mezzanotte alle 6.30 del mattino?

E perché’ allora  alle 4.00 del mattino quell'aereo stava atterrando?
Chi l'ha autorizzato, e perché , in barba alle leggi e ai divieti, lo ha autorizzato?
C'era forse un incendio a bordo? C'erano emergenze che mettevano a rischio la vita dei piloti?
No niente di tutto questo; c'erano solo delle merci da scaricare  ed evidentemente il farlo di notte nonostante i divieti, era diventata a Orio una prassi normale.

Qui c’è qualcosa che non va : se le leggi di chiusura dell’’aeroporto al traffico notturno esistono, qualcuno le deve far rispettare, e  chi non le rispetta deve andare in galera, anche se poi di fatto, per  mera fortuna,  non c'è scappato il morto. 

In conclusione  :  da questa  brutta vicenda si capisce sempre di più che la vocazione  dell' aeroporto di Orio al Serio deve essere quella di trasportare passeggeri  con aerei di  medie dimensioni, mentre  per gli airbus giganti o per i cargo   tutto il traffico merci  dovrebbe essere convogliato  verso l aeroporto di Montichiari, che è stato costruito dai bresciani apposta per quello.


Ma  purtroppo   stupidi motivi di campanilismo e di rivalità  tra le due provincie di Bergamo e di Brescia, se non appianati,   possono, in certe circostanze  mettere  a repentaglio la vita di tante persone che, per necessità o per lavoro, si trovano obbligate a transitare sulle strade adiacenti  l' aeroporto di Orio.

Quindi le cose da fare, e da subito, perché già si è perso troppo tempo, sono chiare:
A Orio, o si  aumenta da tre a cinque chilometri la lunghezza della pista di atterraggio per i  bus cargo (il che è  logisticamente impossibile  perché la pista arriverebbe al centro della città di Bergamo)  oppure i cargo  vanno mandati a Montichiari.

 E di notte il divieto di  atterrare o decollare  per gli aerei deve essere un obbligo fisso, non un optional,  pena la galera per le autorità di qualsiasi livello gerarchico  che  non rispettano o non fanno rispettare  le regole. 

E tutto ciò per la salvaguardia  della cittadinanza da disastri o inconvenienti che si possono, come si vede, verificare.
E  questo  ha più valore della tutela  dei pur legittimi   interessi economici di qualche potentato locale che si crede il "dio in terra",  ed è convinto che  il rispettare le leggi sia un obbligo per  gli altri, e non anche per sè stesso. 

Ma speriamo che le poltrone sulle quali sono abbarbicati tenacemente  questi dirigenti   aeroportuali che se ne fregano delle leggi e dei regolamenti   mettendo  così  a repentaglio  la vita dei cittadini,  comincino a traballare e a scricchiolare  facendo loro sentire   per una volta  puzza di bruciato sotto il   sedere, di modo che quindi tolgano
 il disturbo alla svelta, tornando a fare mansioni più adatte alle loro capacità lavorative, quali lo spurgo dei cessi o la pulizia dei cassonetti dei rifiuti.

Perché, lo ripetiamo, chi gioca con la vita degli altri per  esclusivo suo interesse economico , violando leggi, divieti e regolamenti,  più che la fiducia  dei suoi concittadini  merita la galera. 




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29 luglio 2016

Chissà perché Higuain non può lasciare Napoli…. E il calciomercato, allora che ci stà affà?




Chissà perché Higuain non può lasciare Napoli…. E il calciomercato, allora che ci stà affà?






Tra un campionato di calcio e l’ altro  c’è un periodo di tre, quattro mesi nel quale  i club calcistici si scambiano i giocatori, per rafforzare la squadra o per creare delle plusvalenze con le quali ripianare  almeno in parte eventuali debiti pregressi di bilancio.
I giocatori cambiano casacca: vanno a vestire altre maglie, sia per motivi economici che per  andare a  giocare in un club più importante.
Esiste appunto per questo il calciomercato, cioè la compra vendita e lo scambio di giocatori.
E’ perciò così  del tutto  normale che un giocatore che quest’anno ha giocato  nella tua squadra, l’anno prossimo magari te lo trovi di fronte come avversario.

E’ umanamente comprensibile che un giocatore  a cui tu passavi uno stipendio  annuo di 10 milioni di euro,  se trova una squadra  del tuo stesso livello o magari anche  di livello superiore che gliene offre  15 , sia tentato di accettare l’offerta.
Nel mondo calcistico sarebbe uno stupido se non lo facesse.
Tutti fanno così. e i tifosi si devono mettere il cuore in pace: è la vita .

Inutile pretendere come fanno i tifosi napoletani che un giocatore si leghi a vita  ai colori della loro squadra e  rinunci a delle offerte economiche astronomiche  che gli possono risolvere ogni problema economico  nel presente  e garantirgli un futuro  da nababbo finché campa, per sé e per la propria famiglia.

Prima di insultare un giocatore che ha scelto di legarsi ad un’altra squadra, bisognerebbe poi  anche fare il ragionamento contrario:  forse che i giocatori che il Napoli sta acquistando per rinforzare la squadra, non sono anch'essi dei traditori nei confronti della squadra presso la quale finora  militavano?
Perché loro non vengono insultati?

Perché solo Higuain  non se ne può andare  da Napoli?
E qualche anno fa, quando è  stato acquistato da un’ altra squadra,  perché non è stato considerato dai tifosi napoletani  anche allora un traditore?
No, nessun insulto allora, perché faceva comodo averlo acquistato, per rafforzare la squadra.

Adesso che se ne va, invece , diventa lecito insultarlo, minacciarlo e prenderlo per i fondelli , come se fosse l’unico problema della città.

Eppure, a tal proposito,  se i napoletani dedicassero alla risoluzione dei loro problemi tutta la passione e   la grinta che stanno mettendo nella vicenda Higuain,  la loro  in poco tempo diventerebbe non solo la città più bella del mondo, ma anche  il luogo più bello dove  andare a viverci.


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28 luglio 2016

Un'altra promessa non mantenuta di Renzi


Un'altra promessa non mantenuta  di Renzi

Il buon Renzi  aveva, agli inizi del suo governo,  promesso  il taglio degli stipendi da applicare a tutta la pubblica amministrazione compresa la Rai.

D'ora innanzi il tetto massimo di retribuzione annuale  non avrebbe mai più potuto superare  la fatidica soglia"  Quirinale", ovvero i 240 mila euro percepiti dal capo dello Stato .

Perché questo?

Perché il Presidente della Repubblica è la massima autorità dello Stato e in quanto tale gli  viene garantito  un reddito di 240 mila euro netti all'anno.

Di conseguenza, tutte le altre cariche che agiscono nella pubblica amministrazione,  valgono meno di lui, e devono quindi  avere uno stipendio inferiore.

Così disse e  così promise  il buon Renzi .
E infatti nella Rai  gli stipendi sono questi:




Ma perchè  continuiamo a credere ancora a questo fanfarone che promette, promette e non mantiene?

Si dice però che se lo cacciamo,  al suo posto salirà presto un altro come lui.
E allora,  noi cacceremo via anche quello.

E così all'infinito, fintanto che non si troverà una persona onesta che fa quel che dice e e dice quel che fa.





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26 luglio 2016

Parlamento, droga e bambole gonfiabili….




Parlamento, droga e bambole gonfiabili….


In questi giorni un migliaio di parlamentari, cioè  di coloro   che  dovrebbero rappresentare  il   meglio della società italiana,  sta  impegolandosi in  discussioni serrate sulla legalizzazione della droga e su  argomenti sessuofobi come le bambole gonfiabili.

Ma sono diventati tutti matti?

Che i nostri parlamentari fossero per la maggior parte  dei  folli e dei drogati, l’opinione pubblica da tempo lo sospettava, e adesso ne ha la prova lampante.

Questo migliaio di esseri balordi, per mettersi al riparo  personalmente da eventuali inchieste di giudici  sull’ uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti,  non  sta trovando di meglio che  fare una legge per cui chi si droga o  detiene o usa o spaccia agli amici e conoscenti  della droga, non potrà più essere punito.

E con ciò  il cerchio si chiude e la gente non potrà più dire  che i nostri parlamentari sono dei drogati, perché il drogarsi diventerà per tutti  il modo abituale di vivere la propria vita.
Diventerà un vita    sporca e  stupida  e inutile, ma al riparo da denunce  e  inchieste.

Siccome poi in Italia non ci sono più ne crisi economica, ne disoccupazione, ne povertà , al migliaio di parlamentari che indefessamente si riuniscono  nelle aule del nostro Parlamento,  che altri argomenti da discutere rimangono?

Tutto va bene, le industrie producono a pieno ritmo, la disoccupazione non esiste più,  le scuole funzionano,  gli immigrati sono felici , le tasse sono poche,  le case popolari ci sono per tutti e a bassi canoni di affitto,  cosa resta  allora a questo punto da discutere al nostro folle migliaio di politici?

Qualcuno di loro si è accorto che un argomento finora mai  entrato nelle aule parlamentari è  una bella e approfondita  discussione sulle bambole gonfiabili.
Ed allora parliamone.

Anzi partiamo dalla  Presidenza della Camera, ed ipotizziamo che la bambola gonfiabile per eccellenza  abbia le fattezze della onorevole presidentessa,  e poi da lì seguiranno  mesi e mesi discussioni e interpellanze e interrogazioni , e votazioni segrete e palesi, e scrutini e voti di fiducia con abbandono  temporaneo  dell’aula  parlamentare etc, etc.
Per mesi e forse anni il parlamento ha trovato  due argomenti importanti   sui quali basare la propria attività   legislativa: la legalizzazione della droga e le bambole gonfiabili.

IL popolo bue, intanto aspetta,  e medita che  nella  prossima tornata elettorale,  a  questi  mille idioti   non si potrà fare altro che prenderli a pedate nel culo. 





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14 luglio 2016

Mai aver paura dei fantasmi!




In genere questi scherzi dei fantasmi si fanno a Carnevale.
Non bisogna  aver paura.
Sono scherzi innocui che qualcuno, credendo di farti paura, ogni tanto si diverte a fare.
Eppure qualche volta......  c'è  davvero da aver  paura.


video


PS.vedi il filmato a schermo intero!


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12 luglio 2016

10 luglio 2016

Referendum unico o spacchettamento? I pro e i contro per il governo e per gli italiani.




Referendum unico o spacchettamento?
 I pro e i contro  per il governo e per gli italiani.



Gli italiani saranno  chiamati ad ottobre a votare sulle riforme costituzionali volute dal governo Renzi a furia di voti di fiducia.

Un si o un no su tutto il pacchetto di riforme.

Ma quanti di noi sanno esattamente di che riforme si tratta?
Perché l’impressione è che  di un insieme di  piccole riforme, di piccoli ritocchi, di riformucole si tratti  , di modo che non valga neppure la pena di darsi da fare per capirne il significato o i significati politici.

Invece  nelle intenzioni di Renzi  ognuno di questi suoi atti politici  avrebbe dovuto essere suscettibile di cambiare l’Italia e l’intero  nostro modo di vivere.
E’ necessario perciò che  ognuno di noi cittadini   ne capisca un po’ di più , e quindi, invece di essere chiamati ad esprimerci con un solo voto di   bocciatura  o di  approvazione sull'intero pacchetto di proposte,  sarebbe utile  uno spacchettamento, cioè  sarebbe utile che ogni proposta  venisse approvata o disapprovata  indipendentemente dalle altre.

Nell'interesse dei cittadini chiamati alle urne  ci vorrebbe  quindi uno spacchettamento per permettere agli elettori di conoscere   su quali  argomenti essi  stanno andando a votare.

Si sta pensando di dividere il quesito unico in quesiti singoli, quali:
- La nuova legge elettorale con esagerato premio di maggioranza al      partito vincitore. - Fine del bicameralismo perfetto,  con la riforma del Senato, e le   sue  nuove modalità di elezione e composizione. 
     - Elezione dei giudici della corte Costituzionale  
- -  Rapporti tra Stato e regioni.
 -   Nuove modalità per i referendum.
 -   Abolizione del Cnel.

Il governo Renzi che finora è stato a favore di un solo quesito, a questo punto  sta valutando con favore l’ipotesi dello spacchettamento perché  è’ evidente che se il referendum venisse  interpretato  dai cittadini quasi fosse  il giudizio di Dio,  cioè se c'è una sola domanda, quel giudizio diventa impegnativo e dunque bisognerà  anche trarne le conseguenze di eventuali dimissione del governo in caso di bocciatura.

 Se invece viene diviso in più domande, cioè  ricollocato in una sua dimensione più tecnica, con una valenza appunto più tecnica, l'impatto sarebbe meno violento nei confronti del governo, il quale potrebbe a questo punto rimanere in carica e  sottoporre a revisione solo  i quesiti bocciati dai cittadini.

Dunque spacchettare sarebbe  anche la via di fuga dalle dimissioni del premier e del governo in caso di sconfitta.

Però  l’attuale legge in vigore , cioè la  legge 352 del 1970  che regola l’istituto del referendum,   prevede un solo quesito ed allora si fa strada  l’ipotesi di ricorrere alla Corte Costituzionale, se la Cassazione il 15 luglio prossimo  dovesse bocciare  la richiesta del referendum spezzatino.
 A partire dalla decisione della Cassazione, infatti, il governo ha un massimo di 60 giorni di tempo per indire la data e dai 50 ai 70 giorni di tempo per celebrare il referendum. Dunque, in teoria, c’è tempo fino a dicembre.

 E su questo slittamento dei tempi l'attuale Presidente del Consiglio  adesso conta molto per restare al governo.

Egli  spera  infatti  così, per quella nuova data referendaria,  di riuscire a far approvare  con l’aiuto indiretto dell’Europa,  una manovra economica densa di flessibilità dalle regole europee, perché Bruxelles dopo lo smacco subito per il bruciante esito referendario della uscita della Gran Bretagna dalla’Unione europea,  non può permettersi che anche  in Italia si apra una fase di  turbolenza politica , legislativa e costituzionale . 


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6 luglio 2016

Quando i padri inguaiano i figli. I chiacchierati papà Boschi e papà Alfano.


Quando i padri inguaiano i figli. 
I chiacchierati  papà Boschi e papà Alfano.




Succede in alcune famiglie che i figli vogliano intraprendere la carriera politica.
Magari sono  anche dotati  e in poco tempo diventano addirittura ministri.
Un grande avvenire politico è davanti a loro.
Basterebbe che nessun parente mettesse loro i bastoni tra le ruote.

Invece che succede?

Per la Boschi,  da alcuni indicata come probabile  successore di Renzi, non appena questi lascerà il governo dopo la inevitabile  sconfitta elettorale del prossimo ottobre a seguito della bocciatura del referendum sulle riforme , da un po’ di tempo   si staglia su di lei, come un macigno   minaccioso capace di rovinarle la carriera politica, l'ombra del padre, ex dirigente della fallita Banca Etruria che  nella vicenda avrebbe avuto un ruolo e un comportamento  non troppo limpidi  suscettibili perciò  di indagini da parte  della magistratura.

Per Alfano,  dopo che coraggiosamente  da alcuni anni  si è dissociato dalla politica  personale  condotta da Silvio Berlusconi per la tutela dei propri interessi privati e aziendali,   fondando un partito che, pur piccolo numericamente,   fà parte dell’attuale governo,  ed è in grado di condizionarne a volte le scelte,  ora  si viene a sapere che  il padre  è un personaggio  di dubbia  moralità attualmente indagato per corruzione , essendo trapelati  alcuni suoi oscuri legami con l’inchiesta   di Mafia Capitale , per una storia di   raccomandazioni e assunzioni alle poste d Roma.

Padri degeneri, che invece di  essere di esempio di moralità e di buon comportamento per i figli, non solo  non lo fanno, ma con il loro  dubbio e insulso comportamento, ne rovinano la carriera politica, perché gettano ombre sulle  azioni dei figli  e sui reali morivi del loro  comportamento e delle loro scelte politiche.


Ora capita che in molte famiglie italiane , a causa della crisi economica e della mancanza di posti di lavoro, siano i padri ed  addirittura i padri dei padri, a mandare avanti, con  i risparmi di una vita  e con  la piccola ma certa pensione  di cui, fin che  dura,   usufruiscono, il  modesto menage familiare, garantendone la   sopravvivenza e la continuità.


Nel caso invece  di questi due personaggi politici sopra menzionati,  le figure paterne, invece di essere  garanzia di  tranquillo tran tran familiare,   si stanno rivelando invece come  distruttrici  di carriere politiche e come rovina  della fama di buoni governanti  che i  figli stavano con fatica portando avanti.

Le azioni dei  figli  a volte  sono la  conseguenza  dei buoni principi tramandati e insegnati dai genitori, ma con dei padri degeneri come questi due, chi  avrà più fiducia nella linearità di comportamento  dei ministri Boschi e Alfano?
Ogni loro azione sarà valutata come di dubbia moralità,  tesa a nascondere e a sminuire le vicende giudiziarie dei loro padri.

La  rovina politica di questi due ministri, per le colpe paterne, è purtroppo data per certa.






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3 luglio 2016

Certo che sbagliare 4 rigori su 9 !


Certo che sbagliare 4 rigori su 9 !




L’Italia dopo una partita giocata col cuore, pur in inferiorità  tecnica coi mastini di Germania, ha avuto l’occasione  di portarsi a casa  la vittoria ai rigori.

Ma se, dopo che i tuoi avversari ne hanno sbagliati tre, tu ti metti a sbagliarne quattro, allora vuol dire che negli allenamenti , invece di tante formule tattiche, forse è meglio dedicare ogni volta una mezz'ora  per  allenarsi a tirare i rigori.

E chissà che così facendo,  ai prossimi campionati, l’ Italia  oltre al cuore e all'impegno che quelli non sono mai mancati,  riesca pure a segnare qualche rigore in più e a conquistare così  qualche semifinale o finale.

Tanti auguri alla prossima Italia allenata da Ventura.

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27 giugno 2016

L'Europa, come entro vent'anni la vorremmo.


L'Europa, come entro vent'anni la vorremmo.







Per far sopravvivere l’Unione Europea  dopo l’uscita  della Gran Bretagna, ecco come  la vorremmo,  entro un periodo  massimo di  vent'anni.

Premesso che l’Unione Europea deve darsi nuove regole,  essa deve diventare a tutti gli effetti  una Nazione unica, che potrebbe chiamarsi addirittura  Stati Uniti d’Europa.

 Questa nuova Europa dovrebbe  avere:

1)      Un’ unica lingua ufficiale :l’inglese che ormai si insegna in tutte le scuole,  e  tanti dialetti nazionali (italiano, francese, spagnolo etc ) per le generazioni che ancora non sono in grado di parlarlo.
2)      Un’ unica moneta : l’ euro
3)      Stesse aliquote di imposte  e stessi stipendi a parità di  tipologia di lavoro.
4)      Stesse  leggi sul lavoro e sui sindacati
5)      Un unico Parlamento  europeo che  faccia le leggi generali ,  relegando a  parlamenti regionali quelli attuali di ogni singolo Stato, che devono semplicemente controllare che le leggi emanate vengano attuate sul territorio  .
6)      Stessi diritti e doveri per ogni cittadino, con libertà di  circolazione senza visti o controlli se non per motivi  di antiterrorismo o di polizia.
7)      Stesso valore dei diplomi e delle lauree ottenute.
8)      Un unico esercito  e un’unica difesa  dei confini.
9)      Un’ unica e medesima  politica estera .
10)   Stesso comportamento per contrastare od accogliere   l’immigrazione ,  con particolare attenzione a chi fugge da guerre o calamità naturali o povertà.
11)rientro,della Gran Bretagna. a parità di diritti e doveri di ogni altra Nazione  



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24 giugno 2016

Tutta colpa della Merkel.


Tutta colpa della Merkel.



Lei ha voluto sostanzialmente che l’Europa intera formata da 28 Paesi membri diventasse   una grande Germania, dove circolassero solamente i prodotti tedeschi, dove lavorassero a pieno regime solo i   tedeschi e le loro industrie, dove il rispetto delle regole  valesse solo per gli altri e non per la sua nazione.

A questo si è ribellata  la Gran Bretagna con la sua decisione di uscire da questa Unione europea merkeliana, fatta di privilegi per il popolo germanico e di balzelli e tasse e  umiliazioni per gli altri Paesi.

La Germania, e i suoi alleati di sempre, Polonia, Austria,Ungheria  e Danimarca volevano estendere la loro egemonia sul resto  dell’Europa,  da sempre diviso in liti interne tra Francia, Italia, Grecia e Spagna.

Adesso che l’Europa  merkeliana sta franando, è urgente che queste   Nazioni si ricompattino tra loro e decidano di dar vita  nel parlamento europeo  non solo più a una Europa dei soldi, dei cambi e delle banche e delle lobby  dell’economia, ma ad una Europa, per il momento purtroppo ancora divisa tra Stati nazionali, ma  che abbiano però  l’obbligo di avere una unica e uguale tassazione fiscale sia per i privati che per le imprese, , una unica ed uguale  legge sull'ecologia e il rispetto dell’ambiente, norme uniche ed uguali per tutti sui diritti e doveri dei cittadini, un unico codice del lavoro , una sostanziale parità degli stipendi in busta paga a parità di lavoro, sia esso svolto in Grecia, in Romania, in Italia o in Ungheria.

Questa unica Europa unita  dovrà   accollare su di sé l'ammontare dei debiti pubblici degli Stati aderenti e cercare di gestirli  valorizzando al meglio  la somma delle proprietà statali e dei beni industriali  posseduti.

Ed inoltre la futura Europa  dovrà avere   una unica forza di polizia  uguale in tutti gli Stati,  un unico esercito per la difesa dei confini dell’Unione,  un unico modo di   accettare o respingere l’immigrazione  di Paesi  dell’Africa o del Medio Oriente in fuga  da guerre  o  povertà.

Dovrà avere un unico parlamento europeo che non si interessi più solo delle dimensioni e del colore delle banane da immettere sui mercati rionali,  ma  che  armonizzi pian piano  tutte le varie differenti legislazioni e i codici dei 28 (ormai 27) Paesi aderenti, e ne faccia  una sintesi comune da adottare in tutti gli stati membri.

I vari governi nazionali e i vari parlamenti  nazionali dovranno pian piano sparire  ed  essere spogliati di ogni loro attività , delegando  il loro  esistere all'unico  Parlamento Europeo che governerà così  da un'unica sede  tutti gli Stati  aderenti con leggi uniformi uguali in tutta l'Unione.

Perciò è verso una effettiva unione politica e non solo monetaria come è accaduto finora, che  è destinato a muoversi il futuro  dell’Unione Europea, che a quel punto dovrà pure cambiare nome e chiamarsi finalmente Stati Uniti d’Europa. 

Allora, e solo allora,  si potrà valutare con chiarezza che l’uscita della gran Bretagna  dalla Ue , lungi dall'essere stato un disastro,   sarà stato un bene, perché  portatore di nuove idee e di nuovi scenari politici che l’altezzosità e la mania di grandezza della Merkel prima  neppure lasciavano intravedere.


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22 giugno 2016

Un Renzi perdente non serve né agli italiani né ai poteri forti.


Un Renzi perdente non serve  né  agli italiani né ai poteri forti.



All’inizio Renzi  piaceva perché sembrava che volesse  cambiare il mondo.
Invece è cambiato lui.
Si è adeguato   a fare piccole cose e soprattutto a non infastidire le lobby e i poteri forti, cioè quei governanti mondiali invisibili quali le sette sorelle del petrolio ,le multinazionali delle armi, i banchieri mondiali e i detentori  del grande gasdotto  russo europeo dotati di grandi risorse economiche  che si oppongono ai grandi cambiamenti politici e di giustizia sociale, per mantenere posizioni di privilegio.

In Italia . questi  "poteri forti" che  entrano  spesso in competizione, o in autentica "guerra" tra loro, creando spaccature nei governi o addirittura ricattandoli, sono  classificabili  tra  la forza finanziaria ed economica di alcuni gruppi industriali  quale per decenni è stata la Fiat,  tra la lobby delle slot machines e dei giochi d’azzardo, quella  delle banche ,  dell'alta burocrazia statale, quella della Alta Magistratura , quella dei partiti  e soprattutto quella delle imprese a partecipazione statale quali Eni, Enel, Poste e telefonia.

A detenere il potere, il vero potere,  sono  i grandi manager dell'industria e della finanza sempre pronti, guardando soprattutto ai pacchetti di azioni societarie e di bonus, a dettare la nuova agenda politica nazionale e mondiale dei singoli Stati.

Ma per esercitare tutta la loro influenza sui destini  mondiali o di una singola nazione,  i poteri  forti  in genere hanno bisogno del consenso, oppure dell’avallo di un governante che si creda più dotato di altri e in grado di attirare le simpatie e i voti degli elettori.

E in questa partita pericolosa essi in Italia  hanno trovato nel buon Renzi    l’interprete adatto  a giocare  una carta autoritaria che per due anni si è rivelata vincente, ma che ora  dà segni di  screpolature e di stanchezza.

Adesso  che  Renzi si avvia a diventare un perdente , come è accaduto  nelle recenti elezioni amministrative e come probabilmente  accadrà nel prossimo referendum confermativo di Ottobre, ai poteri forti egli
non serve più, così come  non serve più nemmeno al popolo un governante che,  partito con tutte le più buone intenzioni di cambiare il mondo, non si è rivelato altro che un burattino capace solo si smuovere qualche acqua  stagnante   e soprattutto  guidato nella sua azione governativa   dai fili invisibili   di  chi, per motivi e interessi economici,  è da sempre contrario ad ogni cambiamento.


Renzi tragga le conclusioni: 
Il popolo non lo vuole più perché ha tradito le sue aspettative di cambiamento.
 E gli stessi poter forti che finora lo hanno  sostenuto , essendo ormai diventato un perdente, lo  lasceranno ben presto a marcire  nel suo triste destino,  dato che essi  sono già  alla ricerca di  qualcuno capace di sostituirlo al più presto perché dotato di una immagine da vincente. 

E c'è da dire che ben presto lo troveranno, perché  di altezzosi burattini da manovrare e  da guidare, di  personaggi mediocri che però  si credono un dio in terra,  ne son piene le fosse.



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16 giugno 2016

60.16) Sssssh! gioca la nazionale di calcio..... mettiamoci in sciopero e tutti davanti al televisore!


Sssssh! gioca la nazionale di calcio..... mettiamoci in sciopero e sediamoci  tutti davanti al televisore con una bella birra in mano!























E' capitato e purtroppo capiterà ancora:
gli autisti dell'azienda di trasporti di Roma  hanno fatto  una interruzione di pubblico servizio   per   andare al bar  a fare il tifo alla nazionale di calcio!

Giusto sostenere i colori nazionali   ma prima   di tutto  viene l' interesse collettivo e  il dovere di fare bene il proprio lavoro, oltre a  non procurare disagi al prossimo e in modo particolare alle persone più deboli.
Poi, una volta garantito l'interesse collettivo, ben venga anche la simpatia o l'antipatia per Conte , le sue scelte  e il suo modulo di gioco.

Ma prima il dovere, altrimenti a casa e niente più paga.




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31 maggio 2016

59.16) DUE GENITORI IDIOTI


DUE  GENITORI IDIOTI



In Giappone, due stupidi genitori  hanno voluto punire  il loro figlioletto di 7 anni che aveva fatto i capricci, abbandonandolo  in un  bosco.

Cosa volevano ottenere?
Che il bambino si impaurisse per l’abbandono, per il buio, per i rumori della foresta e capisse quanto più sicuro per lui fosse lo starsene  tranquillo a casa propria con i   suoi genitori,  anche se questi ogni tanto  gli  rompono le scatole dicendogli di fare questo e  di non fare quello.

Una bella lezione , un po’ di paura   per il piccolo, e il loro figlioletto da leoncino un po’ esaltato, sarebbe diventato d’ora in poi un mansueto agnellino.

Forse l’intento era giusto, ma  comportava  che i genitori stessero nascosti,  nel bosco a sorvegliarlo, non  lontani da lui più di  trenta metri e e che al primo moto di paura o terrore del bimbo  intervenissero  a  consolarlo e riportarlo a casa.

Invece questi due imbecilli, hanno abbandonato nel bosco il loro bambino e se ne sono andati  chissà dove.

Ora è da tre giorni che 170  volontari   stanno setacciando ogni cespuglio e ogni torrente e  anfratto della foresta per   ritrovare il ragazzino, dato che di lui non vi è più alcuna traccia.
Potrebbe essere caduto in un fosso, in un fiumiciattolo,  in una  grotta  e lì morto di freddo e di paura, o essere stato   assalito dagli animali  o peggio ancora potrebbe essere stato vittima di mostruosi esseri umani chiamati  pedofili,  che lo hanno portato chissà dove.

Adesso i  due scemi genitori   piangono e versano calde lacrime , pregando che qualcuno riporti  tra le loro braccia il loro   bambinello  tanto buono   e tanto bravo e tanto bello.

Ora, se una morale si può trarre da questa assurda  scena di vita idiota,  è quella di augurarsi che il bimbo venga ritrovato in buona salute sia  fisica che mentale,  ma che assolutamente non venga più reinserito in quella famiglia  di genitori balordi , ma venga dato in adozione a una coppia di coniugi  un  po’ più intelligenti.

Per gli stupidi  genitori, invece,  l’augurio è che venga costruita per loro, in mezzo al bosco nel quale hanno abbandonato il loro figlio,  una  cella  a forma di grotta  senza possibilità di  uscita, nella quale far loro trascorrere  vent'anni di  galera, a pane e acqua,  lasciando  che  a prendersi cura di loro siano i serpenti,    gli animali,   il buio, il freddo e  le paure  varie che una foresta può dare.

E chissà che dopo vent'anni di vita così, questi due imbecilli non decidano di diventare finalmente  adulti.




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